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Ossobuco di Vitella

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Ossobuco di Vitella

Fattoria Di Poneta

Ingredienti per 4 persone:
  • 4 Ossobuchi
  • battuto (1 carota, 1 cipolla,1 sedano)
  • 4 cucchiai salsa pomodoro
  • 3 romaioli di brodo
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • olio extravergine
  • Farina
  • sale e pepe q.b.
Preparazione:

Infarinare gli ossobuchi, rosolarli in padella.
Aggiungere il vino e farlo evaporare.

In teglia da forno fare un letto con il battuto, mettere gli ossobuchi, aggiustare di sale e pepe , aggiungere la salsa pomodoro e il brodo.

Infornare a 150° per 40 minuti.

Buon Appetito!

Sformatino alle Verdure Fresche

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Sformatino alle Verdure Fresche

Fattoria Di Poneta

Ingredienti per 4 persone:
  • 2 carote
  • 2 zucchine
  • 50 gr spinaci cotti
  • 1 uova intero
  • 15 gr parmigiano
  • 300 gr farina
  • 300 ml latte intero
  • 5 gr burro
  • 1 cucchiaino noce moscata
  • sale, pepe e olio q. b.
Preparazione:

Tagliare a dadini piccolissimi carote e zucchine, tagliare a pezzi gli spinaci. In pentola rosolare le verdure con un po’ di olio e il burro.

Aggiungere gli spinaci, sale,pepe, noce moscata e il parmigiano, fare cuocere per 2/3 minuti. Aggiungere la farina e amalgamare bene. Aggiungere il latte e cuocere per 5 minuti mescolando.

Aggiungere l’ uovo e cuocere per altri 10 minuti girando sempre finchè non diventa una crema. Mentre cuoce preparare le terrine ungendole con un po’ di burro e cospargere le pareti e il fondo con il pangrattato.

Togliere dal fuoco e versare nelle terrine.
Forno a 150°, mettere in forno a bagno maria le terrine per 4/5 minuti.

Buon Appetito!

Radda in Chianti

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Radda in Chianti

Gite nel Chianti

Alla Scoperta del Meraviglioso Panorama del Chianti.
Radda in Chianti è uno spettacolare borgo medievale racchiuso da possenti mura difensive, situato sulla cima del colle che divide le valli di Arbia e Pesa. Dalle origini molto antiche, sembra sia stato abitato sin dal lontano nono secolo e menzionato per la prima volta in un documento ufficiale del 1002. Al suo aspetto tipicamente medievale, caratterizzato da stradine strette e dai classici edifici a torre del periodo, si aggiunge il fascino tradizionale toscano delle facciate in pietra locale.

Non c’è da stupirsi che in passato Radda sia stata la capitale della regione del Chianti: la sua posizione strategica, infatti, serviva come punto di coordinazione tra le vicine cittadine di Gaiole e Castellina. Il panorama mozzafiato, l’atmosfera tipica di un piccolo borgo toscano, il calendario sempre ricco di eventi culturali e folcloristici ed i sapori naturali di questa terra fanno di Radda una di quelle destinazioni imperdibili.

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Greve in Chianti

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Greve in Chianti, La Porta d’Ingresso al Chianti

Gite nel Chianti

Quei famosi vigneti del Chianti che hanno fatto il giro del mondo su foto e cartoline sono ben visibili persino prima di oltrepassare i confini comunali di Greve in Chianti, ma non si può dire di aver vissuto una vera esperienza nel Chianti fino a quando non si entra nella rinomata Piazza a forma triangolare fatta in pietra, e non si respira quella tipica atmosfera dei borghi chiantigiani che caratterizza, primo tra tutti, anche Greve in Chianti. Passeggiando per le strade calme e tranquille di questa piccola, ma piuttosto indaffarata cittadina, non si crederebbe mai che in passato sia stata coinvolta nella secolare faida tra Firenze e Siena.

Uscendo da Firenze e seguendo la famosissima strada conosciuta con il nome di Chiantigiana, appena fuori dalla cittadina di Grassina, sentirete l’aria cambiare, vedrete i vigneti diventare una presenza sempre più costante ed imponente. I paesi di Strada in Chianti e Ferrone, luogo delle fornaci del caratteristico e famoso cotto Fiorentino, annunciano l’imminente avvicinarsi a Greve in Chianti. Poco prima, la frazione di Greti offre alla sua destra la vista sul Castello di Verrazzano, casa natale del celebre e grande navigatore Giovanni da Verrazzano scopritore della baia di New York e oggi importante azienda vitivinicola.

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Gaiole in Chianti

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Gaiole in Chianti, dove si incontrano Vino e Storia

Gite nel Chianti

Il Connubio perfetto tra Sapori tradizionali, Paesaggi da favola e Storia
La città di Gaiole in Chianti è un altro importante centro del territorio del Chianti Classico, dove alcune delle cose da vedere più popolari sono senza dubbio le cantine, luoghi di sublimi degustazioni di prodotti tipici, olio e vino.

“Oltre al suo vino Chianti Classico, Gaiole è immersa in un paesaggio stupendo, caratterizzato da antichi castelli e pievi romaniche.”

Situata ad est di Radda, Gaiole offre una panoramica anteprima di quelle che furono le battaglie per la conquista del potere locale, che dominarono queste terre per oltre cento anni: dalla famiglia dei Medici a quella dei Ricasoli, dai Guelfi ai Ghibellini ed alle continue guerre per la supremazia territoriale tra Firenze e Siena. Furono proprio questi continui conflitti a stimolare la realizzazione dei borghi fortificati e dei castelli dalle numerose torri di avvistamento che oggi tutti noi possiamo visitare nell’area circostante, molti dei quali sono stati trasformati in splendidi alloggi per soggiorni nel Chianti, tra ville e casolari ristrutturati.

Qui si è sviluppata anche la tradizione vinicola che ha portato alla produzione del famoso Chianti Classico. A Gaiole c’è la più grande cantina dell’area del Chianti Classico: il Castello di Brolio, ovvero quello stesso castello dove il Barone Bettino Ricasoli inventò la formula del Chianti nel 1872.

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Colognole

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Colognole – Rufina

Gite nel Chianti

Colognole (Rufina-Firenze)
Il Chianti Rufina
Fin dal 1716, data del Bando de’ Vini promulgato dal Granduca Cosimo III de’ Medici, il territorio di Pomino, buona parte dell’attuale Chianti Rufina, era considerato uno delle quattro regioni viticole della Toscana di maggior pregio, assieme ad una parte dell’attuale Chianti Classico, del Carmignano e del Valdarno di Sopra.

Incastonato tra la città di Firenze ad ovest e le montagne dell’Appenino Tosco-Emiliano ad est, il territorio attorno a Rufina si differenzia dalle classiche, morbide alture del Chianti perché le colline salgono più rapidamente verso le montagne dell’Appennino, creando terrazzamenti, dirupi, valli più strette e profonde, che conferiscono a questo angolo di toscana un carattere più selvaggio e pre-montano. Le ampie distese di vigneti e oliveti intervallate a fitti boschi, i piccoli borghi, le pievi e le case coloniche in pietra sono la conferma di come la mano dell’uomo ha saputo rendere ancora più belle e produttive anche queste terre più austere.

Oltre a questi aspetti paesaggistici, il territorio del Chianti Rufina, e il vicino Mugello, offrono incantevoli posti da visitare, dove poter godere la bellezza e la tipicità della Toscana artistica ed eno-gastronomica: castelli, ville, pievi, tabernacoli (o edicole sacre), giardini storici, fattorie, cantine, frantoi e ristoranti tipici sono sparsi dovunque.

 

Colognole

La Rufina si trova a 30 Km da Firenze in direzione Nord-Est, oltre che paese è sempre stata zona di prodotti alimentari di ottima qualità tra cui olio e vino. Infatti è una delle quattro zone attorno Firenze indicate nell’editto di Cosimo III De’ Medici nel 1716, considerato il primo disciplinare della storia dove venivano indicati i confini delle zone per la produzione del vino (oltre che Rufina sono indicati: Valdarno di Sopra, Carmignano e Chianti Classico). Il territorio è sempre stato uno dei luoghi prescelti dai nobili per il paesaggio, la selvaggina e qualità dei prodotti agricoli tra cui spiccano vino e olio.

Caratteristica del paesaggio: il fiume Sieve, detta la Sieve, con le sponde composte da colline ripide costituite da terreni prevalentemente argillosi con presenza di galestro e di alberese. Ci sono molte aziende agricole che producono vino e olio e anche se sono diverse come altezza, esposizione, composizione la caratteristica principale ・ la freschezza di questi vini. I vini di questa zona sono sempre stati i favoriti della famiglia De’ Medici. In questa zona ci sono molto aziende tra cui Colognole che appartiene alla famiglia Spalletti dalla fine del IXX secolo. La superficie aziendale si estende per circa 650 ettari all’interno della Docg Chianti Rufina, i 27 ettari di vigneto si trovano sulla sponda destra del fiume Sieve ad altitudini che variano dai 250 ai 520 metri slm.

Il Chianti Rufina prodotto a Colognole, esprime distintamente la caratteristiche del Sangiovese coltivato ad altitudini elevate e nella vicinanza delle montagne dell’Appennino: grande finezza ed eleganza nei profumi abbinata ad una spiccata longevit・ dovuta, in particolare, alla presenza di abbondanti tannini minerali.

Altra eccellenza produttiva ・ l’olio extravergine d’oliva, prodotto da circa 6500 piante di variet・ Frantoio, Moraiolo e Leccino, la cui parte migliore del raccolto ・ destinata alla produzione del prestigioso Laudemio.

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Castelnuovo Berardenga

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Castelnuovo Berardenga

Gite nel Chianti

Con Siena che si intravede all’orizzonte, Castelnuovo Berardenga rappresenta un’ottima meta per una giornata da trascorrere alla scoperta del meraviglioso paesaggio rurale che caratterizza la parte meridionale del Chianti. Questa piccola località, infatti, vanta un ricco patrimonio storico-culturale, con chiese che risalgono addirittura all’anno 600 e nobili famiglie che hanno costruito maestose ville con giardini fiabeschi.

Sia Radda che Gaiole in Chianti si trovano a meno di 30 km di distanza, anche se non c’è affatto bisogno di avventurarsi troppo lontano per trovare distese di argentei oliveti, di campi di girasole. E per coloro che vogliono scoprire tutti i segreti della produzione vinicola anche qui troveranno aziende tra le più importanti del Chianti Classico.

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Castellina in Chianti

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Alla Scoperta della città etrusca
di Castellina in Chianti

Gite nel Chianti

Una terra che si racconta da sola. Soltanto la spettacolare strada che si percorre per arrivare a questo angolo paradisiaco quasi nascosto tra le sinuose colline del Chianti è ragione sufficiente per fermarsi e visitarne le stradine in pietra ed il caratteristico centro storico. Ad ogni modo, come se non bastasse, Castellina vanta un passato ricco di storia ed eventi interessanti che risalgono all’età del Bronzo, per non parlare della sua attiva partecipazione nella produzione di olio e vino.

Essendo situata tra l’influente e potente città del Rinascimento per eccellenza Firenze e Siena, Castellina si presenta come il luogo ideale per coloro che visitano la Toscana per la prima volta e desiderano esplorare l’area del Chianti e le sue meraviglie, come le località di Greve in Chianti o Castelnuovo Berardenga, affascinanti borghi che meritano di essere visitati. E, come se lo stupore dell’architettura locale che conserva lo charm dei tempi che furono non bastasse, l’incanto della natura e del panorama che si apre davanti a chi percorre le strade che attraversano le valli di Pesa, Arbia ed Elsa completa un quadro da favola.

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Capezzana

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Capezzana

Gite nel Chianti

A Carmignano la vite si coltivava già nell’epoca preromana, circa 3000 anni fa, come dimostrano i vasi da vino e le coppe da degustazione trovati nelle tombe etrusche. Nell’archivio di stato di Firenze è stata ritrovata una pergamena datata 804: si tratta di un contratto di affitto che documenta come già 1200 anni fa a Capezzana venissero coltivati olivi e viti per la produzione dell’olio e del vino.

Nel primo Rinascimento una donna, Monna Nera Bonaccorsi, costruiva la prima “casa da Signori” e nove case poderali con i relativi impianti viticoli; era il 1475. Altre generazioni e famiglie si sono avvicendate nella proprietà della tenuta:i Cantucci, imparentati con i Medici, e i Marchesi Bourbon del Monte. Nel XVIII secolo una Cantucci sposata Bourbon ingrandì la fattoria e acquistò nuovi poderi; introdusse inoltre un metodo amministrativo esemplare, i cui documenti si conservano ancora oggi nell’archivio storico dell’azienda.
Dopo i Bourbon del Monte l’azienda passò agli Adimari Morelli e poi ai Franchetti Rothschild e, dalla vedova Sara de Rothschild, per poi arrivare nel 1920 ai Contini Bonacossi.

Negli anni venti Alessandro acquistò la proprietà di Capezzana, poi ampliata con l’acquisto dal marchese Aman Niccolini, di due fattorie confinanti, “Il Poggetto” e “Trefiano”. Nasce così la Tenuta di Capezzana, suddivisa in 3 fattorie e più di 120 poderi, dedita alla produzione di vino e olio di grande qualità. La passione di Alessandro per il collezionismo lo portò a conservare bottiglie, così che oggi Capezzana può vantare una raccolta di annate storiche a partire dal 1925.

Nel 1945 ad Augusto Alessandro si affiancò il figlio Ugo, reduce dalla guerra e laureato in agraria che prese gradualmente la direzione della Tenuta trasformandola da conduzione mezzadrile ad azienda moderna

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Castello di Fonterutoli

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Castello di Fonterutoli

Gite nel Chianti

Sede storica della famiglia Mazzei dal 1435 da ben 24 generazioni, il borgo di Fonterutoli mantiene oggi intatto il suo aspetto di origine Medievale. Le sue origini sono antichissime, attestate da una necropoli etrusca nei pressi del borgo e una strada romana che lo attraversa, la famosa via Romea. Un piccolo numero di edifici in pietra, la chiesa di San Miniato nella piazza del Paese, la villa sorta alla fine del 1500, al posto del castello fortificato, e tutto il fascino di un luogo rimasto immutato nel tempo.A Fonterutoli, storico baluardo Fiorentino, si arriva dalla Chiantigiana, la strada panoramica che da sempre attraversa tutto il Chianti per connettere Firenze a Siena. Qui si trovano le camere che compongono il B&B Castello Fonterutoli in una sorta di albergo diffuso.

Il B&B offre camere in stile country-chic ispirate ai colori del Chianti, restaurate con il gusto autentico della famiglia Mazzei. Tutte le camere si trovano nel cuore storico del borgo e soggiornarvi regala un esperienza autentica.Le mura di pietra, i pavimenti in cotto, le travi in legno, i grandi camini, l’atmosfera calda e avvolgente, la vista sulla campagna toscana, le colline, le vigne e gli ulivi. Da tutto ciò è circondato chi viene in visita a Fonterutoli; qui, da secoli, si svolge l’attività di produzione vitivinicola dei Mazzei. Tutto intorno al borgo la proprietà conta 117 ettari di vigneti, e le uve vengono vinificate nella spettacolare cantina di famiglia, scavata nella roccia e realizzata dall’architetto Agnese Mazzei (visitabile tutto l’anno).

Già conosciuto in epoca etrusca e successivamente in epoca romana con il toponimo Fons Rutolae e Fons Rutilant fu considerato come punto di sosta e ristoro per chi viaggiava tra Firenze e Siena.
Fin dall’epoca romana Fonterutoli era un importante borgo. Da qui passa la via Romea, ancora oggi battuta da pellegrini provenienti da tutto il mondo. Qui Ottone III, Imperatore del Sacro Romano Impero, nel 998 dispose con atto rogato i possessi della Chiesa aretina nel Comitato senese. Sempre a Fonterutoli nel 1202 e 1208 furono firmati i trattati di pace che definirono la storica assegnazione del Chianti al territorio della Repubblica Fiorentina.

A questo proposito esiste una leggenda popolare secondo la quale nei primi anni del XIII secolo i Podestà di Firenze e Siena, logorati dalla perenne guerra chiantigiana, decisero di affidare la definizione dei confini a una corsa tra due cavalieri, che sarebbero dovuti partire al primo canto del gallo, uno da Firenze e l’altro da Siena. Nel punto di incontro sarebbe stato fissato il confine.

I Fiorentini scelsero un galletto nero, magro e affamato che cantava in continuazione per la fame: per questo, il mattino della gara, il galletto fiorentino lanciò il suo canto ben prima dell’alba, consentendo al cavaliere fiorentino di partire con grande vantaggio e di percorrere molta strada prima dell’ncontro, che avvenne quasi in vista di Siena, proprio a Fonterutoli.
Leggenda o storia, Firenze portò il proprio confine a Fonterutoli sulla linea di Castellina, Radda e Gaiole e costitu・ la Lega Militare e Amministrativa del Chianti assumendo come emblema il Gallo Nero.
I primi documenti riguardanti i Mazzei (originari della zona vinicola di Carmignano) sono dell’inizio del XI secolo.
A quest’epoca risale lo stemma più antico della famiglia, che riporta tre martelli di legno, arnesi tipici dell’arte dei Maestri Bottai e Dogai. E invece nel Trecento che nello stemma appaiono le tre mazze di ferro che vi figurano ancora oggi. Fin dalle loro origini, i Mazzei, svolgono l’attività di viticoltori e partecipano attivamente alla vita mercantile e professionale a Firenze, giungendo a occupare importanti cariche di governo.

Ser Lapo Mazzei (1350-1412), viticoltore a Carmignano e appassionato all’arte del vino, Notaio della Signoria fiorentina, Ambasciatore e Proconsole dell’arte dei Giudici e dei Notai. Ser Lapo Mazzei anche considerato il padre della denominazione Chianti: a lui si deve il primo documento conosciuto sull’uso della denominazione, apparsa in un contratto commerciale a sua firma, datato 16 dicembre 1398.

“…da dare, a data 16 dicembre (1398),fiorini 3, soldi 26, denari 8 a Piero di Tino Riccio,per barili 6 di vino di Chianti…li detti paghamo per lettera di Ser Lapo Mazzei”
(Archivio Datini)

E’ per merito della nipote di Ser Lapo Mazzei, Madonna Smeralda, andata in sposa a Piero di Agnolo da Fonterutoli, che i Mazzei devono la proprietà di Fonterutoli, trasmessa dal 1435 fino a oggi, attraverso 24 generazioni.

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