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Intervista completa a Giancarlo Giannini

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Giancarlo Giannini all’Osteria di Poneta

I piaceri della cucina

Il grande ritorno in tv di Giancarlo Giannini in Romanzo Famigliare. Il Maestro Giancarlo Giannini racconta i piaceri della cucina italiana all’Osteria di Poneta. Piaceri veri che non tradiscono…Mai!

Noi (Italiani) mangiamo sempre due volte al giorno. Anzi, tre… c’è anche la colazione. Se non mangiassi, moriresti. Quindi, con il cibo abbiamo un buon rapporto. Possibilmente si cerca di mangiare bene.

Ho un buon rapporto con il cibo, perché avevo una nonna, che sapeva far da mangiare molto bene. Sono ligure, di origine toscana. Mia nonna stava in cucina dalla mattina alla sera. E faceva da mangiare per tutti noi. Cinque figlie, vari mariti, figli delle figlie… e si mangiava molto bene … mi è rimasto questo rapporto…Ovviamente se mi chiedi, quale piatto io preferisco… essendo ligure ti rispondo che è la pasta al pesto, un nettare divino!

Però bisogna farlo bene, perché se lo fai male e sbagli gli ingredienti, non è buono. La pasta al pesto è un piatto povero. E come molti piatti poveri è quasi sempre un piatto ligure.

Giancarlo Giannini in una scena di Romanzo Famigliare

Il pesto è fatto con delle erbette, un po’di basilico, un po’ d’aglio, una patata, qualche fagiolino se vuoi. Gli spaghetti. Sìii… ci vuole anche il pinolo, pure la noce serve, ma non è obbligatoria…Sono stato definito in America ͞The King of Pesto. Mi hanno chiesto spiegaci come si fa, ho detto, che non posso, perché la trasmissione dura mezzora, io ci metterei 40 minuti per dire come si fa la pasta al pesto. E quindi ho dovuto sintetizzare.

Un libro, che ho scritto, riguarda la mia vita d’attore, inizia con 25 pagine in cui io spiego, come si fa la pasta al pesto. 25 pagine… avrei potuto parlare di come si recita. No! Comincia così! Perché? Perché una cosa fatta bene ha un buon sapore ed è un piacere che non ti tradisce.

I piaceri possono essere anche altri, come con le donne, ma lì, forse, qualche tradimento c’è.

Foto Ricordo

Ossobuco di Vitella

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Ossobuco di Vitella

Fattoria Di Poneta

Ingredienti per 4 persone:
  • 4 Ossobuchi
  • battuto (1 carota, 1 cipolla,1 sedano)
  • 4 cucchiai salsa pomodoro
  • 3 romaioli di brodo
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • olio extravergine
  • Farina
  • sale e pepe q.b.
Preparazione:

Infarinare gli ossobuchi, rosolarli in padella.
Aggiungere il vino e farlo evaporare.

In teglia da forno fare un letto con il battuto, mettere gli ossobuchi, aggiustare di sale e pepe , aggiungere la salsa pomodoro e il brodo.

Infornare a 150° per 40 minuti.

Buon Appetito!

Sformatino alle Verdure Fresche

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Sformatino alle Verdure Fresche

Fattoria Di Poneta

Ingredienti per 4 persone:
  • 2 carote
  • 2 zucchine
  • 50 gr spinaci cotti
  • 1 uova intero
  • 15 gr parmigiano
  • 300 gr farina
  • 300 ml latte intero
  • 5 gr burro
  • 1 cucchiaino noce moscata
  • sale, pepe e olio q. b.
Preparazione:

Tagliare a dadini piccolissimi carote e zucchine, tagliare a pezzi gli spinaci. In pentola rosolare le verdure con un po’ di olio e il burro.

Aggiungere gli spinaci, sale,pepe, noce moscata e il parmigiano, fare cuocere per 2/3 minuti. Aggiungere la farina e amalgamare bene. Aggiungere il latte e cuocere per 5 minuti mescolando.

Aggiungere l’ uovo e cuocere per altri 10 minuti girando sempre finchè non diventa una crema. Mentre cuoce preparare le terrine ungendole con un po’ di burro e cospargere le pareti e il fondo con il pangrattato.

Togliere dal fuoco e versare nelle terrine.
Forno a 150°, mettere in forno a bagno maria le terrine per 4/5 minuti.

Buon Appetito!

Radda in Chianti

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Radda in Chianti

Gite nel Chianti

Alla Scoperta del Meraviglioso Panorama del Chianti.
Radda in Chianti è uno spettacolare borgo medievale racchiuso da possenti mura difensive, situato sulla cima del colle che divide le valli di Arbia e Pesa. Dalle origini molto antiche, sembra sia stato abitato sin dal lontano nono secolo e menzionato per la prima volta in un documento ufficiale del 1002. Al suo aspetto tipicamente medievale, caratterizzato da stradine strette e dai classici edifici a torre del periodo, si aggiunge il fascino tradizionale toscano delle facciate in pietra locale.

Non c’è da stupirsi che in passato Radda sia stata la capitale della regione del Chianti: la sua posizione strategica, infatti, serviva come punto di coordinazione tra le vicine cittadine di Gaiole e Castellina. Il panorama mozzafiato, l’atmosfera tipica di un piccolo borgo toscano, il calendario sempre ricco di eventi culturali e folcloristici ed i sapori naturali di questa terra fanno di Radda una di quelle destinazioni imperdibili.

Altre gite

Greve in Chianti

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Greve in Chianti, La Porta d’Ingresso al Chianti

Gite nel Chianti

Quei famosi vigneti del Chianti che hanno fatto il giro del mondo su foto e cartoline sono ben visibili persino prima di oltrepassare i confini comunali di Greve in Chianti, ma non si può dire di aver vissuto una vera esperienza nel Chianti fino a quando non si entra nella rinomata Piazza a forma triangolare fatta in pietra, e non si respira quella tipica atmosfera dei borghi chiantigiani che caratterizza, primo tra tutti, anche Greve in Chianti. Passeggiando per le strade calme e tranquille di questa piccola, ma piuttosto indaffarata cittadina, non si crederebbe mai che in passato sia stata coinvolta nella secolare faida tra Firenze e Siena.

Uscendo da Firenze e seguendo la famosissima strada conosciuta con il nome di Chiantigiana, appena fuori dalla cittadina di Grassina, sentirete l’aria cambiare, vedrete i vigneti diventare una presenza sempre più costante ed imponente. I paesi di Strada in Chianti e Ferrone, luogo delle fornaci del caratteristico e famoso cotto Fiorentino, annunciano l’imminente avvicinarsi a Greve in Chianti. Poco prima, la frazione di Greti offre alla sua destra la vista sul Castello di Verrazzano, casa natale del celebre e grande navigatore Giovanni da Verrazzano scopritore della baia di New York e oggi importante azienda vitivinicola.

Altre gite

Gaiole in Chianti

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Gaiole in Chianti, dove si incontrano Vino e Storia

Gite nel Chianti

Il Connubio perfetto tra Sapori tradizionali, Paesaggi da favola e Storia
La città di Gaiole in Chianti è un altro importante centro del territorio del Chianti Classico, dove alcune delle cose da vedere più popolari sono senza dubbio le cantine, luoghi di sublimi degustazioni di prodotti tipici, olio e vino.

“Oltre al suo vino Chianti Classico, Gaiole è immersa in un paesaggio stupendo, caratterizzato da antichi castelli e pievi romaniche.”

Situata ad est di Radda, Gaiole offre una panoramica anteprima di quelle che furono le battaglie per la conquista del potere locale, che dominarono queste terre per oltre cento anni: dalla famiglia dei Medici a quella dei Ricasoli, dai Guelfi ai Ghibellini ed alle continue guerre per la supremazia territoriale tra Firenze e Siena. Furono proprio questi continui conflitti a stimolare la realizzazione dei borghi fortificati e dei castelli dalle numerose torri di avvistamento che oggi tutti noi possiamo visitare nell’area circostante, molti dei quali sono stati trasformati in splendidi alloggi per soggiorni nel Chianti, tra ville e casolari ristrutturati.

Qui si è sviluppata anche la tradizione vinicola che ha portato alla produzione del famoso Chianti Classico. A Gaiole c’è la più grande cantina dell’area del Chianti Classico: il Castello di Brolio, ovvero quello stesso castello dove il Barone Bettino Ricasoli inventò la formula del Chianti nel 1872.

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Colognole

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Colognole – Rufina

Gite nel Chianti

Colognole (Rufina-Firenze)
Il Chianti Rufina
Fin dal 1716, data del Bando de’ Vini promulgato dal Granduca Cosimo III de’ Medici, il territorio di Pomino, buona parte dell’attuale Chianti Rufina, era considerato uno delle quattro regioni viticole della Toscana di maggior pregio, assieme ad una parte dell’attuale Chianti Classico, del Carmignano e del Valdarno di Sopra.

Incastonato tra la città di Firenze ad ovest e le montagne dell’Appenino Tosco-Emiliano ad est, il territorio attorno a Rufina si differenzia dalle classiche, morbide alture del Chianti perché le colline salgono più rapidamente verso le montagne dell’Appennino, creando terrazzamenti, dirupi, valli più strette e profonde, che conferiscono a questo angolo di toscana un carattere più selvaggio e pre-montano. Le ampie distese di vigneti e oliveti intervallate a fitti boschi, i piccoli borghi, le pievi e le case coloniche in pietra sono la conferma di come la mano dell’uomo ha saputo rendere ancora più belle e produttive anche queste terre più austere.

Oltre a questi aspetti paesaggistici, il territorio del Chianti Rufina, e il vicino Mugello, offrono incantevoli posti da visitare, dove poter godere la bellezza e la tipicità della Toscana artistica ed eno-gastronomica: castelli, ville, pievi, tabernacoli (o edicole sacre), giardini storici, fattorie, cantine, frantoi e ristoranti tipici sono sparsi dovunque.

 

Colognole

La Rufina si trova a 30 Km da Firenze in direzione Nord-Est, oltre che paese è sempre stata zona di prodotti alimentari di ottima qualità tra cui olio e vino. Infatti è una delle quattro zone attorno Firenze indicate nell’editto di Cosimo III De’ Medici nel 1716, considerato il primo disciplinare della storia dove venivano indicati i confini delle zone per la produzione del vino (oltre che Rufina sono indicati: Valdarno di Sopra, Carmignano e Chianti Classico). Il territorio è sempre stato uno dei luoghi prescelti dai nobili per il paesaggio, la selvaggina e qualità dei prodotti agricoli tra cui spiccano vino e olio.

Caratteristica del paesaggio: il fiume Sieve, detta la Sieve, con le sponde composte da colline ripide costituite da terreni prevalentemente argillosi con presenza di galestro e di alberese. Ci sono molte aziende agricole che producono vino e olio e anche se sono diverse come altezza, esposizione, composizione la caratteristica principale ・ la freschezza di questi vini. I vini di questa zona sono sempre stati i favoriti della famiglia De’ Medici. In questa zona ci sono molto aziende tra cui Colognole che appartiene alla famiglia Spalletti dalla fine del IXX secolo. La superficie aziendale si estende per circa 650 ettari all’interno della Docg Chianti Rufina, i 27 ettari di vigneto si trovano sulla sponda destra del fiume Sieve ad altitudini che variano dai 250 ai 520 metri slm.

Il Chianti Rufina prodotto a Colognole, esprime distintamente la caratteristiche del Sangiovese coltivato ad altitudini elevate e nella vicinanza delle montagne dell’Appennino: grande finezza ed eleganza nei profumi abbinata ad una spiccata longevit・ dovuta, in particolare, alla presenza di abbondanti tannini minerali.

Altra eccellenza produttiva ・ l’olio extravergine d’oliva, prodotto da circa 6500 piante di variet・ Frantoio, Moraiolo e Leccino, la cui parte migliore del raccolto ・ destinata alla produzione del prestigioso Laudemio.

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Castelnuovo Berardenga

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Castelnuovo Berardenga

Gite nel Chianti

Con Siena che si intravede all’orizzonte, Castelnuovo Berardenga rappresenta un’ottima meta per una giornata da trascorrere alla scoperta del meraviglioso paesaggio rurale che caratterizza la parte meridionale del Chianti. Questa piccola località, infatti, vanta un ricco patrimonio storico-culturale, con chiese che risalgono addirittura all’anno 600 e nobili famiglie che hanno costruito maestose ville con giardini fiabeschi.

Sia Radda che Gaiole in Chianti si trovano a meno di 30 km di distanza, anche se non c’è affatto bisogno di avventurarsi troppo lontano per trovare distese di argentei oliveti, di campi di girasole. E per coloro che vogliono scoprire tutti i segreti della produzione vinicola anche qui troveranno aziende tra le più importanti del Chianti Classico.

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Castellina in Chianti

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Alla Scoperta della città etrusca
di Castellina in Chianti

Gite nel Chianti

Una terra che si racconta da sola. Soltanto la spettacolare strada che si percorre per arrivare a questo angolo paradisiaco quasi nascosto tra le sinuose colline del Chianti è ragione sufficiente per fermarsi e visitarne le stradine in pietra ed il caratteristico centro storico. Ad ogni modo, come se non bastasse, Castellina vanta un passato ricco di storia ed eventi interessanti che risalgono all’età del Bronzo, per non parlare della sua attiva partecipazione nella produzione di olio e vino.

Essendo situata tra l’influente e potente città del Rinascimento per eccellenza Firenze e Siena, Castellina si presenta come il luogo ideale per coloro che visitano la Toscana per la prima volta e desiderano esplorare l’area del Chianti e le sue meraviglie, come le località di Greve in Chianti o Castelnuovo Berardenga, affascinanti borghi che meritano di essere visitati. E, come se lo stupore dell’architettura locale che conserva lo charm dei tempi che furono non bastasse, l’incanto della natura e del panorama che si apre davanti a chi percorre le strade che attraversano le valli di Pesa, Arbia ed Elsa completa un quadro da favola.

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Capezzana

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Capezzana

Gite nel Chianti

A Carmignano la vite si coltivava già nell’epoca preromana, circa 3000 anni fa, come dimostrano i vasi da vino e le coppe da degustazione trovati nelle tombe etrusche. Nell’archivio di stato di Firenze è stata ritrovata una pergamena datata 804: si tratta di un contratto di affitto che documenta come già 1200 anni fa a Capezzana venissero coltivati olivi e viti per la produzione dell’olio e del vino.

Nel primo Rinascimento una donna, Monna Nera Bonaccorsi, costruiva la prima “casa da Signori” e nove case poderali con i relativi impianti viticoli; era il 1475. Altre generazioni e famiglie si sono avvicendate nella proprietà della tenuta:i Cantucci, imparentati con i Medici, e i Marchesi Bourbon del Monte. Nel XVIII secolo una Cantucci sposata Bourbon ingrandì la fattoria e acquistò nuovi poderi; introdusse inoltre un metodo amministrativo esemplare, i cui documenti si conservano ancora oggi nell’archivio storico dell’azienda.
Dopo i Bourbon del Monte l’azienda passò agli Adimari Morelli e poi ai Franchetti Rothschild e, dalla vedova Sara de Rothschild, per poi arrivare nel 1920 ai Contini Bonacossi.

Negli anni venti Alessandro acquistò la proprietà di Capezzana, poi ampliata con l’acquisto dal marchese Aman Niccolini, di due fattorie confinanti, “Il Poggetto” e “Trefiano”. Nasce così la Tenuta di Capezzana, suddivisa in 3 fattorie e più di 120 poderi, dedita alla produzione di vino e olio di grande qualità. La passione di Alessandro per il collezionismo lo portò a conservare bottiglie, così che oggi Capezzana può vantare una raccolta di annate storiche a partire dal 1925.

Nel 1945 ad Augusto Alessandro si affiancò il figlio Ugo, reduce dalla guerra e laureato in agraria che prese gradualmente la direzione della Tenuta trasformandola da conduzione mezzadrile ad azienda moderna

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